venerdì 30 marzo 2012

Il Timbro del licenziamento


Bisogna essere sinceri, chi all’università non ha mai firmato la presenza per l’amico o il compagno di banco di turno? infatti quando è possibile si fa di tutto per poter aiutare il collega ( che ci è simpatico) al lavoro.
Bene, oggi non si può più.
La Corte di cassazione con la sentenza 4693/12, ha stabilito che sia possibile il licenziamento nei confronti di chi timbra il cartellino e di chi ne beneficia.
Con questa misura, è stato convalidato il licenziamento disciplinare inflitto a tre operai napoletani della Alenia Aereonautica che in due occasioni avevano “timbrato” il cartellino facendo in questo modo risultare la loro presenza in ufficio mentre erano stati tutto il giorno in giro anziché appunto lavorare.
La corte di cassazione ha confermato ciò che la Corte d’appello aveva già stabilito, cioè che tale comportamento dei lavoratori andasse a ledere il rapporto fiduciario sussistente tra l’azienda e i lavoratori stessi.
Il fatto è avvenuto per due giorni consecutivi, in quanto anche se risultavano l lavoro sino alle 16:45, l’ora in cui il loro collega aveva timbrato il cartellino per l’uscita, i due erano mancati per l’intero giorno.
Una volta che l’azienda ha scoperto l’accaduto ha deciso  per il loro licenziamento immediato,  ed è’ stato ritenuto che ci fosse un accordo tra i tre lavoratori al fine di arrecare un danno all’azienda, per cui la cassazione ha confermato il licenziamento effettuato dall’Alenia Aeronautica.
Attenzione, quindi quando il vostro collega assenteista vi chiede di timbrare il cartellino, non fatelo sia per auto-tutelarvi sia per rispetto del lavoro altrui.                                                                                                                     

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